
L’autore Lee Kwan-young, che pratica la meditazione da anni, porta a Galleria Sayo una mostra personale e propone ai visitatori un programma di talk con meditazione inclusa. Lee Kwan-young, in più di vent’anni, ha trasformato voci destinate a scomparire in qualcosa di visibile. Il talk con l’autore si è tenuto con successo il 6 e il 9 giugno e si replica anche il 20 alle 16. L’autore non si limita a spiegare le proprie opere: davanti a due sculture realizzate con le voci di lui e di sua moglie, e a un’opera creata con le «voci dell’amore» di nove persone, trasmette un messaggio sulla differenza e sulla convivenza, viste attraverso le forme e i colori diversi dell’amore. Lee Kwan-young afferma: «Quando riconosciamo queste differenze, io sono felice e il mondo diventa più bello».
Trasforma le onde vocali espresse in digitale in sculture
In primavera del 2006, l’autore, fino ad allora un semplice impiegato d’azienda, mentre leggeva a caso 〈il libro L’immagine rivoluzionaria del disegno〉 di Vilém Flusser, ha scoperto una frase: «Il linguaggio incide l’informazione con facilità, ma ha lo svantaggio di scomparire in fretta». Ha iniziato a chiedersi che cosa sarebbe accaduto se si visualizzassero le onde vocali espresse in digitale e ha cominciato a fare ricerche. Dopo sei mesi di studio, ha scoperto che non esiste al mondo nessun autore che visualizzi le onde vocali e che, anche con le stesse parole, le onde vocali cambiano da persona a persona: in questo modo si può racchiudere l’identità individuale di chi parla.
La prima mostra davanti a Hongdae, nel 2008... sculture con le voci di figure storiche
La prima esposizione si è tenuta nel maggio 2008, davanti a Hongdae, presso la sede di Sangmagemadang. Guardando soltanto la proposta, il team ha aperto a Sangmagemadang una mostra insieme a due autori già presenti. È così che l’autore ha iniziato: ha trasformato in sculture, con l’ausilio anche di illuminazione, gioielli, stampe e video, le voci di figure importanti che hanno avuto grande influenza su di noi, come il cardinale Kim Su-hwan, il monaco Beobjeong, il presidente Obama, G-Dragon, John Lennon, Audrey Hepburn, Steve Jobs, Martin Luther King, e altre ancora. Sono le loro voci invisibili a rivolgersi alla nostra mente e a parlare al nostro cuore.
L’autore era un impiegato che aveva studiato management, ma il suo interesse per il lavoro aveva una ragione particolare. Da studente universitario, mentre viveva in sequenza la morte improvvisa del padre, l’annuncio medico secondo cui aveva una vita limitata per 10 anni e che il 90% era già trascorso, e anche la morte di un amico, ha riflettuto sull’essenza della vita. Poi, entrato nella Samsung Cultural Foundation, entrando in contatto con l’arte contemporanea, ha finito per pensare di poter sviluppare nei propri lavori temi come vita e morte, l’istante e l’eternità.

«Amore» del cardinale Kim Su-hwan, «Hope» del presidente Obama, «Love» di Audrey Hepburn
In questa mostra sono esposti «Amore» del cardinale Kim Su-hwan, che lui riteneva la cosa più preziosa (scultura, gioielli); «Peace minus one», che G-Dragon ha detto di considerare la cosa più preziosa; «Hope», citato nel discorso di insediamento del presidente Obama, il primo presidente afroamericano degli Stati Uniti; «Love», contenuto in un’intervista televisiva francese in cui Audrey Hepburn, che negli ultimi anni si è dedicata alla povertà dei bambini in Africa, chiede ai bambini di mostrare attenzione; «Peace», cantata da John Lennon nel suo capolavoro Imagine. Inoltre, sono presentate anche opere in cui nove persone comuni hanno espresso ciascuna la forma e il colore della propria «amore», e opere che incorporano le «onde dell’amore» dell’autore, come quelle dedicate al Vaticano, a New York e alla guerra, insieme ad altre ancora. La rassegna affronta anche il tema della differenza di valori e delle emozioni che non riescono a incontrarsi tra l’autore, nato in campagna, e sua moglie, nata a Seul, attraverso le opere più recenti in cui l’autore mette in scena la propria narrazione, 〈il partner〉 e 〈ti amo〉.
L’autore dice: «Il linguaggio non è solo uno strumento di comunicazione: ha una forza spirituale che trasmette amore e convivenza, guarigione e speranza, incoraggiamento e conforto». Questa mostra è il risultato del lavoro silenzioso che l’autore, per oltre vent’anni, ha portato avanti per cercare l’eternità attraverso le voci.
«Meditazione sull’amore»: una sessione per sentire forme e colori diversi dell’amore
In questa mostra si tiene appositamente un talk di meditazione insieme all’autore. Durante l’osservazione di ogni opera si svolge una meditazione che permette di percepire le diverse forme e i colori dell’amore. Il format prevede un tour della mostra con le spiegazioni dell’autore, seguito dall’ascolto e dalla pratica personale di meditazione, per ciascuno. Chi desidera partecipare può contattare il riferimento qui sotto.
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