Maha Yog Dhyan Kumbh 9.0, cinque giorni di meditazione gratuita sulle rive del Gange a Rishikesh

La sede del Maha Yog Dhyan Kumbh sulle rive del Gange, a Muni Ki Reti, Rishikesh, in India. (Foto: PMC Society)
La sede del Maha Yog Dhyan Kumbh sulle rive del Gange, a Muni Ki Reti, Rishikesh, in India. (Foto: PMC Society)

Il 23 ha preso il via a Rishikesh, ai piedi dell’Himalaya nell’India settentrionale, un festival di meditazione aperto a tutti e gratuito. La PMC Society, organizzazione indiana che promuove la meditazione, ha annunciato che il Maha Yog Dhyan Kumbh 9.0 si è aperto il 23 sulle rive del Gange, a Muni Ki Reti, Rishikesh, e si protrarrà per cinque giorni, fino al 27. Il tema di quest’anno è la trasformazione interiore e la pace nel mondo.

Sul sito ufficiale degli organizzatori, il Ministero del Turismo indiano (Incredible India) figura tra gli enti partner, mentre il Ministero AYUSH, che si occupa di medicina tradizionale indiana e yoga, sostiene la campagna. Nell’elenco dei partner figurano anche il governo dell’Uttarakhand e la Garhwal Mandal Vikas Nigam, società turistica dello Stato.

La nona edizione dal 2017: quest’anno attesi oltre 10.000 partecipanti

Il Maha Yog Dhyan Kumbh si è svolto per la prima volta nel 2017. Nel 2021 si è tenuto due volte; dopo una pausa di due anni, l’evento è tornato nel 2024 e nel 2025, arrivando quest’anno alla nona edizione. Gli organizzatori lo presentano come il primo festival di meditazione di massa in India e affermano che finora vi hanno preso parte oltre 30.000 persone. Si tratta di una cifra dichiarata dagli organizzatori.

In un articolo del 21 ottobre, la testata indiana specializzata in eventi EVENTFAQS ha previsto che quest’anno i partecipanti saranno più di 10.000. Gli organizzatori hanno inoltre annunciato che, durante i cinque giorni della manifestazione, saranno distribuiti gratuitamente oltre 150.000 pasti vegetariani.

Dal respiro alla musica e alle campane tibetane

Partecipanti a una passata edizione del Maha Yog Dhyan Kumbh meditano insieme a occhi chiusi. (Foto: PMC Society)
Partecipanti a una passata edizione del Maha Yog Dhyan Kumbh meditano insieme a occhi chiusi. (Foto: PMC Society)

Al centro del festival c’è l’Anapanasati, la meditazione di consapevolezza del respiro, che consiste nell’osservare l’inspirazione e l’espirazione così come sono. Non richiede strumenti né una particolare preparazione posturale: basta concentrarsi sul respiro, perciò anche chi non ha mai meditato può partecipare subito. Gli organizzatori precisano che l’iniziativa è aperta a tutti, indipendentemente dall’età o dall’esperienza nella meditazione.

Dal respiro si diramano diverse pratiche meditative. Ogni giorno, dalle 5 alle 8 del mattino, si tiene una sessione di meditazione accompagnata da musica dal vivo. La sera dell’apertura sono in programma una meditazione musicale con il santoor, strumento a corde indiano, e il tabla, seguita da una meditazione sonora per rilassarsi al suono delle campane tibetane. In calendario ci sono anche la meditazione nella piramide e una pratica di silenzio guidato. Yoga e pranayama, Ayurveda, laboratori di tecniche di respirazione, musica classica indiana e concerti di bhajan di Kabir completano un programma ricco di esperienze che coinvolgono il corpo e il suono.

L’Akhand Dhyan, che si svolge per tutta la durata del festival, è una meditazione silenziosa ininterrotta di 108 ore. Sono previsti programmi dedicati ai bambini dai cinque ai dodici anni e sessioni per i giovani dai 15 ai 35 anni.

Tradizioni diverse riunite in un unico luogo

Un altro tratto distintivo del festival è la varietà degli enti partecipanti. Nell’elenco ufficiale dei partner compaiono organizzazioni di meditazione e yoga appartenenti a tradizioni diverse, tra cui Art of Living, Heartfulness, Brahma Kumaris, Divine Life Society e Parmarth Niketan. Secondo EVENTFAQS, tra i relatori figurano Swami Chidanand Saraswati e Sadhvi Bhagawati Saraswati di Parmarth Niketan, Subodh Uniyal, ministro delle Foreste dell’Uttarakhand, e Swarnamala Pathri, cofondatrice dell’organizzazione promotrice.

La cerimonia dell’aarti del Gange, che si svolge ogni sera sulle rive del fiume. (Foto: PMC Society)
La cerimonia dell’aarti del Gange, che si svolge ogni sera sulle rive del fiume. (Foto: PMC Society)

Ogni sera alle 18 si tiene il Ganga Aarti, un rito indù in cui si offrono luci al Gange. Il 27, ultimo giorno, i cinque giorni di festival si concluderanno con il Sant Sammelan, un incontro di guide spirituali. La partecipazione è gratuita, ma è obbligatorio registrarsi in anticipo; l’alloggio è a carico dei partecipanti.

Un mercato di pratiche meditative: uno spunto per il mondo della meditazione coreano

Ciò che colpisce del festival di Rishikesh è che non propone la meditazione come un’unica risposta valida per tutti. Su una base comune, quella della meditazione sul respiro, affianca musica, suoni, silenzio, yoga e Ayurveda, invitando i partecipanti a fare esperienza in prima persona. Più che un ritiro dedicato all’approfondimento della pratica di una singola organizzazione, assomiglia a un mercato in cui confrontare tradizioni diverse e scoprire la meditazione più adatta a sé.

In un’epoca in cui le informazioni abbondano, iniziare a meditare da soli, sedendosi in silenzio, può rivelarsi più difficile del previsto. Ascoltare musica, abbandonarsi al suono delle campane tibetane o sincronizzare il respiro con quello di tante altre persone può rendere quel primo passo molto più semplice. L’ingresso gratuito è anche una soglia accessibile per chi si avvicina alla meditazione per la prima volta.

La partecipazione di ministeri governativi a un festival di meditazione in nome del turismo e della medicina tradizionale offre spunti di riflessione anche per la Corea. È un approccio che considera la meditazione non soltanto un hobby individuale o una pratica religiosa, ma anche una risorsa turistica e un patrimonio per la salute pubblica. Anche in Corea non mancano organizzazioni e insegnanti che promuovono la meditazione nei templi, nei boschi e attraverso il suono. Se riuscissero a riunirsi in un festival aperto ai cittadini, che possano visitare e sperimentare gratuitamente, potrebbero ampliare il numero di persone che meditano nel Paese e, al tempo stesso, offrire una vetrina internazionale alla meditazione K.

Informazioni sul programma e sulle iscrizioni sono disponibili sul sito ufficiale del Maha Yog Dhyan Kumbh.

Contatti per l’articolo: fare3041@naver.com