
Nel pieno dell’autunno, una donna ha lasciato all’improvviso la vita di sempre per addentrarsi nelle montagne del Songnisan, costruire una casa di terra e trasformarla in un luogo dedicato alla meditazione. Dopo aver sentito con chiarezza la propria direzione tra i molti sentieri della vita, ha scelto di seguirla fino in montagna. È Lee Kyung-mi, sound healer e guida alla meditazione. Il 10 ottobre, mentre i colori autunnali tingono il Parco nazionale del Songnisan, nella casa di terra da lei costruita andrà in scena una serata speciale, dove arte e meditazione si incontreranno.

La luce in viaggio: il cammino di Lee Kyung-mi
Lee Kyung-mi ama definirsi «una luce in viaggio». A vent’anni, spinta da un senso di inquietudine e senza sapere bene che cosa stesse cercando, ha vissuto spostandosi tra diversi luoghi, in Corea e all’estero. Poi, in Australia, l’incontro casuale con alcuni nomadi le ha fatto scoprire la pace di una vita immersa nella natura, ricca di energia vitale e in armonia con la sua purezza. Quell’incontro le ha cambiato la vita. Dopo la nascita del figlio, nel 2016, ha lasciato l’Indonesia ed è tornata a Boeun, nella provincia di Chungcheong settentrionale, dove vivono i genitori. Ha iniziato così la sua vita in campagna e quest’anno entra nel decimo anno. Da allora prosegue la sua pratica quotidiana, imparando attraverso l’esperienza la gioia di meditare nella natura e di vivere assecondando il flusso dell’universo.
Sound healer, guida di Healing Community Dance e istruttrice di meditazione dell’Associazione coreana delle guide alla meditazione, quest’anno Lee Kyung-mi prepara l’apertura del luogo in cui ha praticato per dieci anni: il parco giochi per la meditazione Casa di terra delle lucciole. In questo spazio, chiamato Sarangbang o Dajeongdabang, raccoglie e organizza le esperienze e le pratiche maturate nel corso della sua vita, trasformandole in programmi da condividere, come «Il tempo per trattare bene me stessa» e «Un giorno in cui nessuno si prende cura di nessuno», pensato per le madri. Il concerto di sound healing del Sarangbang «Suoni, un invito oltre il suono» è il primo spettacolo presentato quest’autunno lungo questo percorso.

La musica ascoltata con il corpo: il pianoforte narrativo di Shin Eun-kyung
Shin Eun-kyung, protagonista della serata, è la pianista che dal 2018 porta avanti la serie di concerti di pianoforte narrativo «Raccontare la musica». I suoi spettacoli invitano il pubblico a mettere da parte l’idea che per apprezzare la musica classica sia necessario conoscerla e, attraverso brevi storie tra un brano e l’altro, lo guidano non tanto a comprendere la musica quanto ad accoglierla con i sensi del corpo. In una precedente intervista a Healing News, Shin Eun-kyung aveva detto di voler condividere con il pubblico la domanda su come guardare al proprio corpo e accettarlo, attraverso una musica appresa e ricordata con il corpo. La sezione «Corpo», in programma quella sera, comprende brani già presentati a febbraio al JCC Art Center e a maggio alla The Sharp Gallery. Lasciata la sala da concerto cittadina, la musica rinascerà questa volta tra le melodie del pianoforte e le pareti di una casa di terra ai piedi del Songnisan.

Suoni e gesti da costruire insieme
Il concerto si svolgerà dalle 15 alle 18 e sarà articolato in due momenti. La prima parte, dedicata all’incontro e alla risonanza, si aprirà con la lettura di poesie, seguita dall’esecuzione delle singing bowl per risvegliare corpo e mente. Poi sarà la volta del pianoforte di Shin Eun-kyung. La seconda parte, dedicata alla condivisione e alla festa, si aprirà con il binari, il canto tradizionale che invoca la pace per tutti. Sul palco salirà il gruppo di binari guidato da Lee Hwan-soo, che ha studiato pedagogia della musica tradizionale coreana alla Graduate School of Education dell’Università nazionale di Jinju ed è stato presidente della sezione di Daejeon dell’Associazione coreana di musica tradizionale. A prendersi cura degli animi con il canto sarà Domyeong Shin Myeong-seop, che dopo aver studiato teologia e aver seguito gli insegnamenti di Ramana Maharshi e della Comunità Jeongto oggi prosegue la sua offerta vocale al tempio Daewonjeongsa. Il programma prevede anche una conclusione affidata alla meditazione in movimento e alla danza. Nel frattempo, a riempire gli intervalli saranno il crepitio della legna che arde, il canto degli uccelli di montagna e il tramonto tinto di rosso.
Il Sarangbang, un luogo dove non è necessario fare nulla
Il Sarangbang immaginato da Lee Kyung-mi è aperto anche nella vita di tutti i giorni. Si comincia condividendo una tazza di tè caldo nel chiosco di paglia, poi nella stanza riscaldata dal pavimento ondol si sciolgono le tensioni del corpo e della mente al suono delle singing bowl. Infine, insieme al tramonto, si scrivono alcune righe per affidare alla carta lo stato d’animo della giornata. È un tempo diverso da quello che si trascorre fuggendo dentro lo smartphone o lasciandolo semplicemente scorrere, sopportandolo. Qui non si è la persona che prepara e si occupa di tutto, ma il protagonista che si gode pienamente quel momento. Chi lo desidera può anche fermarsi a dormire per una notte nella casa di terra.

Informazioni sull’evento
Il concerto di sound healing del Sarangbang «Suoni, un invito oltre il suono» si terrà sabato 10 ottobre, dalle 15 alle 18, presso la casa di pietra e il giardino ai piedi del Songnisan, al numero 111 di Nuch eong 3-gil, Boeun-eup, contea di Boeun, provincia di Chungcheong settentrionale. I posti disponibili sono 30, assegnati in ordine di prenotazione, e la quota di partecipazione è di 30.000 won. Le iscrizioni si ricevono per telefono o SMS (Lee Kyung-mi, 010-3337-2397). L’iniziativa è organizzata insieme dall’Associazione coreana di Community Dance, dalla Scuola di danza di Choi Bo-gyeol e da Healing News. Un’occasione per ritagliarsi del tempo e trattarsi bene, nella casa di terra Sarangbang ai piedi del Songnisan.
