
Più a lungo si pratica la meditazione, più prima o poi si arriva davanti a un muro. La postura diventa più comoda e il respiro più lungo, ma si presenta anche una soglia oltre la quale non si riesce ad andare. A Seoul, nello Yongsan-gu, nel quartiere Haebangchon, lo spazio di meditazione Centro Won, aprirà le porte il 22 agosto con il programma intensivo «Il sentiero dell’Insight» (3ª edizione), rivolto proprio a quei praticanti che si trovano in quel punto.
Le frasi riportate nella locandina del programma non sono affatto morbide. «Battere non serve a nulla: apri e entra da solo con la forza che hai». Non c’è un maestro che apra la porta al posto tuo: è una dichiarazione, secondo cui la mano che afferra la maniglia è la stessa di chi pratica. Tra i vari programmi che ho incontrato seguendo le pratiche di meditazione, queste parole che scaricano così tanto il peso sui partecipanti non sono comuni. Proprio quella durezza è rimasta a lungo impressa nella mente.
Un viaggio di «Funi» (不二) restando nella quiete e oltrepassando i confini
Centro Won presenta questo percorso come un viaggio di «Funi» (不二): restare in una quiete profonda, fondare tutto su una coscienza ampliata e poi andare oltre i confini dell’«io». La prospettiva del «Funi» (不二), che non divide «io» e «mondo» in due parti, è l’asse che attraversa l’intero programma.
Come metodo di pratica si sceglie il «Ji-gwan-gyeom-su» (止觀兼修). «Ji» (止) significa fermare la mente in un unico punto; «Gwan» (觀) significa allenarsi a vedere attraverso l’oggetto proprio su quella immobilità. L’obiettivo è la coltivazione congiunta di «Jeong-hye» (定慧雙修), cioè sviluppare insieme concentrazione e saggezza. Centro Won spiega che i risvegli così ottenuti guidano verso una vita quotidiana più elevata: la vita stessa diventa sia «il campo» della pratica, sia il suo risultato.
In un flusso in cui la meditazione viene consumata come metodo di riposo o di rilassamento, questo percorso cambia direzione. È più vicino all’atteggiamento di sedersi per «vedere», non per diventare comodi. Il programma, in sostanza, prende in esame ciò che comincia a farsi visibile soltanto quando la mente diventa quieta.
Dal cercare il bue fino ad arrivare al «Ch’an-na» (참나)
Il curriculum delle cinque sessioni si sussegue come se fosse un’unica storia. La prima, «L’inizio del viaggio, alla ricerca del bue», parte dalla prima scena del «Sibwoo-do» (十牛道), che paragona il cuore originario perduto al bue. La seconda, «In quale gabbia mi trovo?», è il tempo dedicato a verificare le barriere che ci si è costruiti da soli. Attraversate la terza, «Oltre la morte», e la quarta, «Riflettere sulla radice» (뿌리 관하기), lo sguardo scende sempre più in basso. Nell’ultima sessione, «Realizzare il «Ch’an-na», verso una libertà più grande e una creatività maggiore», il viaggio torna di nuovo nella vita di tutti i giorni.
Quanto all’obiettivo del percorso, Centro Won ha dichiarato che consiste nel ottenere libertà senza ostacoli entrando, attraverso l’intuizione, in un insight profondo penetrando l’«io».
Un percorso di approfondimento per chi si allena da oltre cinque anni
«Il sentiero dell’Insight» non è un programma pensato per i principianti. I partecipanti sono limitati a chi ha completato il percorso preliminare di Centro Won «Mare della quiete» oppure a chi ha almeno cinque anni di esperienza di pratica meditativa. È una composizione pensata per persone che sanno già come sedersi, pronte poi ad andare oltre con la domanda successiva. Per questo «Il sentiero dell’Insight» si apre all’incirca una volta all’anno. Di conseguenza, se si perde questa occasione, si potrebbe dover aspettare fino al prossimo anno.
Il calendario va dal 22 agosto al 19 settembre 2026 e si svolge per cinque settimane, con tre ore ogni sabato, dalle 9 del mattino fino a mezzogiorno. La sede è al terzo piano del Centro Won, via Sinheung-ro 11, nel distretto Yongsan-gu di Seoul. Quando si oltrepassano i vecchi vicoli di Haebangchon, sotto la costa del Namsan, e si arriva in uno spazio con finestre ampie, l’arrivo del sabato mattina assume un significato speciale. Sono infatti tre ore interamente dedicate a se stessi, prima che la città si svegli.
Occorrente: il coraggio di affrontare il proprio «io»
Le domande lasciate da Centro Won in fondo alla locandina sono poche. «Se hai preparato solo il coraggio di affrontare il tuo «io», verrebbe voglia di partire insieme lungo quel cammino». Nell’elenco degli occorrenti non c’è né un cuscino né un testo sacro. Basta ricordare che chi medita da molto tempo, in realtà, rimanda proprio ciò che più lo riguarda, cioè guardare in faccia se stesso: e allora queste due righe non si leggono con leggerezza.
Sulla soglia dell’autunno: cinque settimane. Anche se la parola «libertà senza ostacoli» ti sembra ancora lontana, il primo passo per cercare il bue può diventare, per chiunque, un impegno di oggi.
Le iscrizioni a «Il sentiero dell’Insight» sono disponibili nel link qui sotto.
