Riscoprire una giornata a Rishikesh, la capitale dello yoga dove scorre il Gange

Fonte della foto : https://unsplash.com/
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A Rishikesh, nel nord dell’India, nello stato dell’Uttarakhand, il Gange che sgorga ai piedi dell’Himalaya entra nelle pianure. È il luogo dove persone da ogni parte del mondo si riuniscono per imparare yoga e meditazione, motivo per cui viene chiamata «la capitale dello yoga». Lungo il fiume si susseguono gli ashram e, quando cala il sole, sulla riva si svolge una cerimonia con accensione del fuoco.

È una città che ha insieme il volto di una meta turistica e quello di un luogo di pratica. C’è chi resta per qualche giorno, assiste alle lezioni di yoga e poi riparte. E c’è anche chi entra in un ashram per mesi, vivendo una giornata scandita da ritmi regolari.

Parmarth Niketan, ashram in riva al Gange dal 1942

Uno degli ashram meglio conosciuti di Rishikesh è il Parmarth Niketan. Si trova nella zona di Swargashram, vicino al ponte di Laxman Jhula, subito a fianco del fiume Gange. Fondato nel 1942, è considerato uno degli ashram più grandi della città.

La giornata qui comincia con la sveglia alla 5 del mattino, suonata dalla campana. Alle 5.30 seguono preghiera e meditazione del mattino, alle 6.30 le lezioni di yoga con gli asana, e alle 8.30 l’ora della preghiera e l’offerta del mattino fanno trascorrere la mattina. Dopo il pranzo vegetariano alle 13, ci sono di nuovo momenti di yoga e meditazione alle 15 e alle 16. Verso il tramonto si svolge la cerimonia dell’arati sulla riva del fiume; la giornata si chiude con la meditazione alle 19 e con l’offerta serale alle 20.

Molti dicono che vivere secondo un orario prestabilito, di per sé, è un’esperienza che si porta a casa da qui. Riduce il «rumore» della mente, perché non è necessario decidere da soli cosa fare e quando farlo, nemmeno per pochi giorni.

L’arati in riva al fiume al calare del sole

La scena che chi visita Rishikesh ricorda più spesso è l’arati del Gange. Si tratta di una cerimonia serale che accende i fuochi verso il fiume e accompagna con il canto dei mantra vedici; si svolge ogni giorno nei gradini sulla riva del Parmarth Niketan. Gli orari cambiano a seconda della stagione. Da ottobre a marzo, si tiene tra le 17 e le 18; da aprile a settembre, tra le 18 e le 19.

Per trovare posto conviene arrivare circa 45 minuti prima. È una cerimonia religiosa, ma l’osservazione è aperta: sedersi in silenzio e guardare può diventare, quasi, un momento di meditazione.

Festival Internazionale dello Yoga, ogni anno sul lungofiume del Gange a marzo

Il Parmarth Niketan è anche il luogo che ospita, ogni anno a marzo, il Festival Internazionale dello Yoga. Secondo il portale ufficiale dei festival del governo indiano, la 36ª edizione si è svolta dal 8 al 14 marzo 2024 e sono state previste più di 150 lezioni, dalla hatha yoga fino all’Ayurveda. Partecipano insegnanti di yoga e relatori di spiritualità provenienti da vari Paesi del mondo, oltre a musicisti.

La prossima edizione, quella del 2027, si terrà nello stesso luogo dal 9 al 15 marzo. Le iscrizioni si ricevono sul sito ufficiale del Festival Internazionale dello Yoga. In questo periodo la città si affolla: se l’obiettivo del viaggio non è partecipare alla festa, evitare le date può favorire un soggiorno più tranquillo.

Come si impara yoga e meditazione

Lo yoga che si pratica a Rishikesh è lontano dall’idea di un allenamento per «costruire» il corpo. Le lezioni di asana si tengono di solito nella prima mattina e uniscono tecniche di respirazione e la posizione seduta. Le lezioni in ashram sono più vicine a una ripetizione della stessa sequenza nello stesso lasso di tempo, più che a una suddivisione fine del livello dei partecipanti. Per chi arriva per la prima volta seguire può risultare impegnativo, ma dopo qualche giorno il corpo ricorda l’ordine.

I tempi della meditazione non prevedono una guida lunga. Dopo aver indicato la postura da assumere e come respirare, subentra il silenzio. Il fatto di non spiegare cosa si debba sentire può risultare insolito, ma è vicino a una tradizione di qui: lasciare spazio perché siano i partecipanti a osservare da soli.

Anche i pasti vengono considerati parte della pratica. A orari stabiliti vengono serviti cibi semplici, incentrati sul vegetariano, e mangiare in silenzio è la regola di base. Alcuni viaggiatori dicono che non dover scegliere cosa mangiare per alcuni giorni crea un margine inatteso.

La città dove hanno soggiornato i Beatles

Rishikesh è conosciuta anche perché nel 1968 i membri dei Beatles vi si recarono per imparare a meditare. L’ashram in cui alloggiavano è ancora presente e, durante il periodo del Festival Internazionale dello Yoga, rientra anche tra le tappe visitate dai partecipanti. È in questa città che si è prodotto il momento che ha fatto conoscere in Occidente la meditazione indiana.

Da allora, dopo mezzo secolo, Rishikesh ha finito per avere insieme l’identità di luogo di pellegrinaggio e quella di destinazione di studio dello yoga e di viaggio. Lungo il fiume sono aumentati cliniche ayurvediche e caffè; nella zona a monte, inoltre, si incontrano anche persone che si dedicano al rafting. È un paesaggio in cui la pratica e il turismo si sovrappongono dentro la stessa città.

Come soggiornare e quanto costa

Il pernottamento al Parmarth Niketan è gestito sotto forma di donazioni. Secondo informazioni di viaggio raccolte per il 2026, i dormitori costano 500–600 rupie, mentre le camere doppie vanno da 800 a 1.000 rupie (stanze con aria condizionata) e le camere per quattro persone si attestano tra 1.600 e 2.000 rupie. La cifra include la partecipazione a yoga, satsang e arati. Importo e composizione delle camere possono cambiare: per essere precisi, è corretto verificarlo nella pagina di prenotazione ufficiale (parmarth.org/reservations). Le prenotazioni conviene farle almeno una settimana prima; nei periodi di alta stagione, è più sicuro farle un mese prima.

Durante il soggiorno ci sono regole da rispettare. Abbigliamento che copra spalle e ginocchia, chiusura del cancello principale alle 22 e silenzio nelle aree di alloggio. Alcol e carne non sono consentiti all’interno dell’ashram.

Come arrivare e il periodo migliore

L’aeroporto più vicino è quello di Jolly Grant, a Dehradun, a 31 km da Rishikesh. In taxi servono circa 40 minuti e la tariffa viene indicata nell’ordine di 1.000–1.200 rupie. In treno, la stazione di Yog Nagari Rishikesh dista 16 km. Muoversi in auto condivisa (auto-rickshaw) dalla città fino a Laxman Jhula o a Janki Setu costa circa 20–30 rupie.

Il periodo più adatto per visitare va da ottobre a marzo. Il caldo si attenua e il cielo torna limpido: è la stagione ideale per restare a lungo seduti lungo il fiume. L’estate è calda e, durante la stagione delle piogge che va da giugno a settembre, il livello del Gange può aumentare, con ripercussioni sul programma.

Cosa sapere prima di partire

A Rishikesh ci sono moltissimi ashram e centri yoga e i livelli non sono tutti uguali. Tra i luoghi che dichiarano di offrire corsi per formare insegnanti internazionali di yoga, può capitare anche di trovare strutture non verificate: più lunga è la permanenza, più è necessaria un’indagine preliminare. Ogni ashram ha regole e stile di vita diversi, quindi conviene stabilire prima quale intensità si cerca.

Dalla Corea non ci sono voli diretti per raggiungere subito Rishikesh. Di solito si passa da Delhi, poi si prosegue con voli domestici o via terra. Prima della partenza, bisogna verificare senza eccezioni le informazioni più aggiornate su orari dei voli e requisiti del visto.

Rishikesh come destinazione per viaggi di meditazione

Se Ubud a Bali è cresciuta puntando su resort benessere e studi di yoga, Rishikesh ha accolto viaggiatori da tutto il mondo mantenendo intatta la forma di un’antica comunità di pratica, quella degli ashram. Una giornata in cui ci si alza a orari fissi, ci si siede, si mangia insieme e ci si ritrova sulla riva al momento del tramonto lascia a chi viene per imparare la meditazione qualcosa di più di un programma.

Ha un’impostazione diversa rispetto ai retreat costruiti soprattutto su comodità. A determinare la soddisfazione sono la possibilità di sopportare stanze senza aria condizionata, l’alzarsi presto e i pasti vegetariani semplici. Per i viaggiatori disposti ad accettare queste condizioni, Rishikesh resta non un breve riposo, ma un’occasione per rimettere in ordine il ritmo della vita.