Correre tra i sentieri del bosco e fermarsi per una tazza di tè: il tempio Daeheungsa inaugura il suo primo «Laybul»

Locandina di Laybul 2026 al tempio Daeheungsa (fornita dal tempio Daeheungsa)
Locandina di Laybul 2026 al tempio Daeheungsa (fornita dal tempio Daeheungsa)

Il tempio Daeheungsa, a Haenam, nella provincia di Jeollanam-do, presenta per la prima volta un programma di benessere che intreccia corsa nei sentieri del bosco, tè, musica e meditazione. Il tempio, sede del 22º distretto dell’Ordine Jogye, ha annunciato che dal 16 al 17 ospiterà la prima edizione di «Laybul 2026: correre nel bosco e fermarsi per il tè», presso il centro per le esperienze della cultura del tè all’interno del complesso e nella zona di Iljiam.

Il tempio ha ideato l’iniziativa per aiutare i partecipanti a recuperare l’equilibrio fisico e mentale e far conoscere nuovi valori della cultura templare, unendo alla natura, al tè e alla pratica spirituale custoditi dalla tradizione del tempio elementi contemporanei di benessere come la corsa, la musica e la meditazione.

Interno della sala di preghiera del tempio Daeheungsa a Haenam. Foto d’archivio Fred Ojardias, CC BY 2.0
Interno della sala di preghiera del tempio Daeheungsa a Haenam. Foto d’archivio Fred Ojardias, CC BY 2.0

Un nome ispirato alle feste mattutine senza alcol

Laybul è un programma di festa del tè ideato dal tempio Daeheungsa e ispirato alla cultura dei morning rave, in cui si saluta l’alba con musica e balli, senza alcol. Al posto dei drink, il tè; al posto dei club, il bosco di un tempio millenario.

Gli 80 partecipanti comprendono persone del pubblico, stranieri e vigili del fuoco. Con loro ci saranno anche 20 membri dello staff del tempio, per un totale di 100 persone.

La prima giornata sui sentieri notturni, la seconda tra corsa e meditazione

Il 16, primo giorno, sono in programma un’escursione notturna, la realizzazione di lanterne di loto e l’esperienza Laybul. Il 17 si comincerà risvegliando il corpo con un trail running di 4-5 km, per poi meditare a Iljiam e concludere la giornata con un’esperienza del tè accompagnata da musica EDM e con lo yoga.

Prima e dopo il programma verrà effettuato il test UBioMacpa, che misura i livelli di stress e la salute vascolare. Il tempio intende usare i risultati per osservare come cambiano gli indicatori di salute e l’equilibrio psicofisico dei partecipanti.

Il tempio Daeheungsa organizzerà un servizio navetta tra la stazione di Naju e il tempio. Prevede inoltre di contribuire alle spese di alloggio per 50 partecipanti che soggiorneranno nel tempio o in strutture ricettive della zona di Haenam.

Il monaco Beop-eun, responsabile dell’amministrazione del tempio Daeheungsa, ha detto di augurarsi che l’esperienza permetta di risvegliare il corpo correndo tra i sentieri del bosco e di lasciar andare i pensieri fermandosi per una tazza di tè. Ha inoltre dichiarato di voler fare di Laybul un programma di punta, affinché la pratica spirituale di un tempio millenario possa offrire un momento di riposo a chi vive nel presente.

Prima si corre, poi ci si siede

Per chi trascorre l’intera giornata seduto davanti a uno schermo, assorbendo informazioni senza sosta, l’invito a sedersi subito a gambe incrociate e osservare il respiro può sembrare un ostacolo difficile da superare. Se il corpo resta quasi del tutto inattivo, anche i pensieri fanno fatica a calmarsi. La sequenza di Laybul tiene conto di questo: prima si corre nel bosco, finché il respiro si fa corto e si suda; solo allora ci si siede a Iljiam e si prende in mano una tazza di tè. La quiete che arriva dopo aver messo davvero alla prova il corpo ha una qualità diversa da quella imposta a forza.

Per i giovani abituati alla cultura dei gruppi di running, per chi è curioso della meditazione ma fatica a restare seduto in silenzio e per chi cerca incontri senza alcol, questa formula può essere un accesso più semplice alla meditazione. L’iniziativa rielabora la cultura internazionale dei morning rave attraverso il tè e la pratica spirituale dei templi coreani; per questo vale la pena seguirla anche come esempio di come la meditazione coreana possa presentarsi a un pubblico internazionale.

La corsa e la musica non sono adatte a tutti. Per alcuni possono funzionare meglio la meditazione seduta in silenzio o quella accompagnata dal tè. L’importante non è trovare un’unica risposta giusta, ma sperimentare di persona in che modo il proprio corpo e la propria mente riescano a riposare. Il primo esperimento del tempio Daeheungsa ha aggiunto un’altra possibilità.

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