Viaggio di meditazione nei shukubō del Monte Kōya in Giappone.. La giornata si apre alle sei del mattino, tra volute di incenso

Fonte della foto : https://unsplash.com/
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Quando si scende dalla funivia che sale sulla montagna, l’aria cambia subito. È il Monte Kōya, un piccolo borgo dove oltre cento templi si raccolgono in una conca a un’altitudine di circa 800 metri, nella prefettura di Wakayama, in Giappone. Qui, prima di essere una meta turistica, è un luogo di pratica che da oltre milleduecento anni continua. E le porte di questo luogo di ascesi restano aperte anche ai viaggiatori.

Il santuario di montagna fondato da Kūkai

Il Monte Kōya è il centro del buddhismo della setta Shingon fondato nel 805 dal monaco Kūkai (空海), conosciuto come Kōbō Daishi. Fu proprio questo monte il luogo in cui Kūkai, dopo aver appreso il buddhismo esoterico in Cina durante la dinastia Tang, tornò e scelse di trasformarlo in un campo di pratica. Da allora, per oltre milleduecento anni, sulla montagna sono sorti templi e oggi più di cento luoghi di culto continuano a restare al loro posto.

Tre sono i luoghi che si è tenuti a visitare all’interno della montagna. Oku-no-in, dove si trova il mausoleo di Kūkai; Kongōbu-ji, il principale complesso di templi, il «danjo» di Sanmon, iniziato nel 826 da Kūkai, che è il tempio capostipite della setta Shingon. In particolare, il sentiero di pellegrinaggio verso Oku-no-in attraversa tra lapidi secolari e una quantità di stele che, secondo i racconti, supera le centomila. Il tempo stesso con cui si percorre quel cammino, anche quando la luce filtra con meno intensità durante il giorno, si presenta come una pratica.

La notte in un tempio, shukubō

A rendere davvero speciale il Monte Kōya sono gli shukubō (宿坊). Si tratta di alloggi gestiti direttamente dai templi: sul Monte Kōya oltre 50 templi accolgono i viaggiatori. Il modo è quello di entrare, come ospiti, negli spazi in cui vivono i monaci, e trascorrere lì una notte.

Il costo del soggiorno, comprensivo della cena e della colazione, si colloca in una fascia tra 10.000 e 40.000 yen a persona. Le differenze sono notevoli a seconda del tempio, del livello delle camere e della stagione. Molti luoghi accettano pagamenti solo in contanti, quindi è più sicuro prepararsi in anticipo.

Per prenotare, il sistema più affidabile passa dal sito ufficiale dell’Associazione Shukubō del Monte Kōya (koyasan-shukubo.net). Davanti all’associazione si possono inviare prenotazioni via email o fax, e vi sono anche templi prenotabili tramite portali di alloggio come Booking.com o Agoda.

Anche l’orario di arrivo segue delle regole. Poiché la cerimonia serale dei pasti, in genere, comincia tra le 17:30 e le 18:00, bisogna fissare un programma per raggiungere il tempio prima delle 17:00. Considerando i tempi di salita dalla parte bassa della montagna, è preferibile partire da Osaka almeno in un orario che sia la prima parte del pomeriggio.

Shōjin ryōri, una cena preparata solo con ingredienti vegetali

La cena nello shukubō viene servita sotto forma di shōjin ryōri (精進料理). È il cibo dei templi che, in base alle regole buddhiste, non utilizza carne né pesce. Come ingredienti tipici compaiono la konnyaku, la yuba (pelle del tofu) e il tōfu del Monte Kōya. Il tōfu del Monte Kōya, un tofu liofilizzato che prende il nome proprio da questa montagna, nasce dal modo in cui durante le fredde stagioni invernali si congelava il tofu e poi lo si lasciava asciugare.

Il pasto è semplice, ma la composizione è fitta. Zuppa e riso, sottaceti, stufati e fritti arrivano suddivisi in piccole ciotole. Il metodo di preparazione non punta a un sapore troppo marcato: all’inizio potrebbe sembrare quasi insipido, ma dopo una giornata trascorsa a camminare, quella delicatezza finisce per farsi percepire in modo diverso.

Le preghiere del mattino e la meditazione Ajikān

La metà del motivo per cui si soggiorna in uno shukubō è al mattino. La cerimonia mattutina del tempio, di norma, comincia verso le 6 del mattino e dura circa tra 30 e 45 minuti. Ospiti, insieme al responsabile del tempio e ai monaci, partecipano al rituale in cui si recitano i sutra e si bruciano incensi. Finita la preghiera, intorno alle 7 del mattino arriva la colazione, con orario poco prima o poco dopo.

Se si cerca un’esperienza di meditazione, vale la pena considerare Ajikān (阿字観). È una tecnica meditativa con cui, nella setta Shingon, il praticante contempla l’unione tra sé e il Buddha: l’oggetto è il carattere sanscrito «A». Spesso si svolge in tarda serata, e non tutti i templi lo offrono, quindi al momento della prenotazione bisogna verificare se Ajikān è previsto.

Anche la pratica di scrivere a mano la «Hannya shingyō» (写経), la copia dei sutra, è un’esperienza molto diffusa. Presso il Daishikyōkaikan si possono chiedere informazioni e partecipare. Poiché mentre si trasferisce il pennello, uno alla volta, da un carattere all’altro, il respiro diventa naturalmente più lento, l’attività risulta accessibile anche a chi trova difficile la meditazione seduta.

Inoltre, in primavera e in autunno si svolge il rito di avvio intitolato «Kechizenkanjō» (結縁灌頂). In primavera si tiene dal 3 al 5 maggio; in autunno dal 1 al 3 ottobre. La quota di partecipazione per ogni sessione è di 3.000 yen. È una rara occasione in cui i non addetti possono provare un’antica cerimonia tradizionale della setta Shingon.

Come arrivare, cosa preparare e come vestirsi


Il percorso più comune per raggiungere il Monte Kōya parte da Osaka con la linea Kōya della ferrovia Nankai. Dalla stazione di Namba si sale sul treno fino alla fermata finale, la stazione di Gokurakubashi, poi si cambia con la funivia per arrivare alla stazione del Monte Kōya e, infine, si prende l’autobus per entrare nel centro del paese. È in vendita anche il biglietto “Kōya-san World Heritage Ticket”, che combina treno, funivia e autobus.

I tempi di percorrenza e i prezzi, così come il costo del biglietto, cambiano in base al periodo e al tipo di treno (espresso o rapido). Per ricontrollare in modo preciso orari e tariffe del giorno di partenza, conviene fare riferimento alle informazioni ufficiali della ferrovia Nankai.

Tra le cose da preparare, ciò che si rischia più facilmente di dimenticare è l’abbigliamento. Il Monte Kōya, essendo una conca montana, è più fresco rispetto al centro di Osaka. Anche in estate, durante l’orario della preghiera all’alba, fa freddo; dalla tarda autunno fino alla prima primavera le temperature possono diventare sensibilmente rigide. Indipendentemente dalla stagione, è consigliabile portare un capo esterno di ricambio.

Il Monte Kōya come destinazione di un viaggio di meditazione

Il punto di forza del Monte Kōya come meta per viaggi di meditazione sta nel fatto che le esperienze non sono organizzate come un programma a parte. La cerimonia mattutina a cui partecipa chi viaggia non è stata pensata per i turisti: è la routine quotidiana che quel tempio svolge ogni giorno. Anche lo shōjin ryōri servito a cena è lo stesso cibo che mangiano i monaci. Allineando la giornata all’agenda del tempio, si entra nel ritmo della comunità di pratica senza bisogno di programmi particolari.

Per i viaggiatori coreani anche l’accessibilità non è male. Da Osaka si può partire e tornare nella stessa giornata, quindi è facile inserire una giornata o due nell’itinerario della regione Kansai. Per chi ha già provato un template di tempio in Corea, confrontare la cultura della pratica nei templi dei due Paesi può essere anche un modo divertente di vedere le differenze.

Quando si costruisce l’itinerario, basta ricordare una cosa. Il Monte Kōya non è un luogo in cui si “gira in fretta”. Si sale nel pomeriggio, si percorre lentamente il sentiero per la visita a Oku-no-in, si riceve la cena del tempio, ci si corica presto e ci si sveglia tra il fumo dell’incenso all’alba. È quel singolo giro che questa montagna offre ai viaggiatori.

- Sito ufficiale per le prenotazioni degli shukubō del Monte Kōya — https://koyasan-shukubo.net/en/